MonkeyBit

A 30 milioni di km. dalla Terra: stop motion e Ray Harryhausen

Dopo un periodo di lunga assenza, finalmente si ritorna a parlare di cinema in stop motion! In un’industria cinematografica sempre più costellata da blockbuster ad alti budget, non ci si può scordare di quanto in passato gli effetti speciali artigianali abbiano fatto da capostipite per intere generazioni di appassionati. L’obiettivo del cinema è sempre stato quello di guardare al futuro, senza però dimenticarsi di quanto il passato sia stato ricco di figure professionali che oggi stanno sempre più scomparendo.

Impossibile non farsi venire in mente nomi come Carlo Rambaldi, il maestro italiano per eccellenza che con la sua meccatronica ha curato personaggi passati alla storia come E.T nella famosa opera di Steven Spielberg, lo Xenomorfo in Alien o addirittura King Kong nell’omonimo film del 1976.

Probabilmente, Ray Harryhausen è uno dei più grandi maghi che abbiano mai messo piede sulla Terra. La sua meravigliosa abilità non è viene mostrata su un palco, ma è quella che finisce per essere immortalata sulla pellicola. Per tutta la durata della sua carriera professionale, che abbraccia 25 anni e 15 film, Harryhausen ha costantemente portato gli standard degli effetti speciali visivi a livelli mai visti fino a quel momento con tecniche come la stop-motion (cioè, l’animazione di un oggetto fotogramma per fotogramma) e il compositing ottico (ovvero, sovrapposizione dell’oggetto nell’azione del film).

stop motion

Anche se Harryhausen è poco conosciuto al di fuori del genere fantasy, non si può negare che sia stato tra le forze più influenti di Hollywood nel suo periodo di attività. Ammirato e amato da legioni di fan, egli ha ispirato diversi sceneggiatori e registi, e i suoi risultati tecnici sono stati cruciali nello sviluppo dell’industria artistica e tecnologica che è oggi il cinema.

Quando il suo nome compare sullo schermo di un vecchio lungometraggio, nonostante non si sia occupato di girarlo o scriverlo, viene sempre definito da molti come “un film di Harryhausen”. Egli non era solo un creatore di grandiosi effetti speciali, ma anche un uomo che con il suo talento riusciva a dare vita a dei personaggi monumentali, forse il trucco più bello che si possa realizzare. Tutto il suo estro creativo lo si può notare nel suo massimo splendore in A 30 milioni di km. dalla Terra, una storia di fantascienza datato 1957.

Il lucertolone di Harryhausen

Sognando fin da giovane di viaggiare in Europa, ma incapace a causa della sua umile educazione, Harryhausen ha insistito affinché il suo prossimo progetto si svolgesse nel Vecchio Continente. Il risultato fu A 30 milioni di km. dalla Terra, un film che aderisce fedelmente alle maggiori convenzioni che caratterizzarono il genere fantascientifico durante i paranoici anni ’50.

La trama di questo film è infatti piuttosto semplice e poco sofisticata. Quando la prima astronave per Venere si schianta al largo delle coste della Sicilia, un piccolo esemplare alieno portato a bordo dall’equipaggio fugge, diventa gigantesco e si scatena per le strade di Roma. E verso la fine del film, l’esercito americano sempre affidabile è in grado di sconfiggere la minaccia aliena. Questa volgare lucertola umanoide proveniente da Venere, meglio conosciuta tra gli appassionati di fantascienza come Ymir, è forse il primo mostro che incarna quello che sarebbe presto diventato il marchio di fabbrica dell’artista.

“L’Ymir viene ritratto meno come un mostro malvagio intenzionato alla distruzione, ma più come una vittima innocente.”

Qui ritorna un tema molto caro a lui, quello della diversità apparente, riflesso di quanto la malvagità si insidi soprattutto nel sangue dell’uomo. A questo proposito, un momento davvero memorabile del film è la scena della schiusa. Qui, l’Ymir esce dall’uovo alieno, si guarda intorno e si stropiccia gli occhi incredulo. Man mano che procede, l’Ymir viene ritratto meno come un mostro malvagio intenzionato alla distruzione, ma più come una vittima innocente.

Quando andò in produzione, Harryhausen aveva quasi perfezionato la sua tecnica Dynamation in pellicola in bianco e nero, che era radicalmente diversa dalla procedura utilizzata dal suo mentore O’Brien in King Kong. In effetti, il processo di O’Brien ha comportato l’introduzione di “mostri” dal vivo in un set in miniatura, mentre il metodo di Harryhausen ha inserito le sue creature animate in film d’azione dal vivo. Chiaramente, Dynamation era una tecnica superiore che permetteva scene apparentemente realistiche di mostri fittizi che condividevano lo scenario con le loro controparti umane.

Precisamente, la tecnica sopracitata ha reso la filmografia di questo straordinario artista altamente memorabile e riconoscibile, in particolare per il suo vizio di collocare le creature vicino a famosi monumenti come il Colosseo, facendo si che la messa in scena risulti attraente e seducente.

stop motion

Lente d’ingrandimento sulla stop motion

Gli effetti di Harryhausen conquistano ancora una volta con questo film. Il personaggio originariamente doveva essere un ciclope, ma in fase successiva hanno cambiato l’estetica. Ymir ha un design fantastico e i realizzatori hanno fatto un ottimo lavoro nel fondere la stop-motion con il live-action. Questo entra in gioco soprattutto quando la creatura è piccola e deve interagire davvero con i personaggi. Harryhausen infonde anche molto cuore al personaggio, che è principalmente un animale/personaggio tragico (a differenza di King Kong, Ymir si sente un po’ più animalesco).

Anche la battaglia tra lui e l’elefante in libertà è piuttosto impressionante poiché Harryhausen ha dovuto far sembrare reale un personaggio di fantasia e una creatura basata su modelli viventi. A 30 milioni di km. dalla Terra è ancora divertente dopo tutti questi anni. La decisione di ambientare la storia in Italia (presa, a quanto pare, perché aveva voglia di una vacanza a Roma) dà al film un’atmosfera diversa dalla maggior parte dei suoi contemporanei.

La scienza è dappertutto, i personaggi umani sono così sottilmente disegnati che è difficile vederli e il dialogo molto spesso risulta pomposo, ma questi piccoli difetti si  possono perdonare grazie alle meravigliose creazioni di effetti speciali. È il tipo di film che ci si gode principalmente solo per vedere mostri che buttano giù tutto e su quel frangente è impossibile non divertirsi.

stop motion

Anche se A 30 milioni di km. dalla Terra potrebbe non essere il miglior film realizzato da Harryhausen, è certamente rappresentativo delle opere del maestro. Inoltre, anche se seguiva ciecamente le convenzioni del genere, i suoi effetti speciali erano rivoluzionari al momento della sua uscita nelle sale originali. In quanto tale, per chi è interessato al cinema moderno, non può prescindere dal visionarie questi piccoli cult di un tempo passato.

 

Rimanete aggiornati sulle pagine di MonkeyBit per ulteriori news riguardanti cinema, serie tv, videogiochi, manga, fumetti, tecnologia e tanto altro!

 

 

El Camino

What's your reaction?

Developed by SpawnLab