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10 serie TV per allietare la quarantena da Coronavirus

Quante volte vi è capitato di aver sentito parlare di una serie TV ma di non avere mai abbastanza tempo per riuscire a guardarla? Le recenti misure del Governo volte a contenere il contagio da Covid-19 ci impediscono di uscire di casa se non per validi motivi, recuperare alcuni titoli lasciati indietro o scoprirne di nuovi può essere uno dei migliori modi per passare il tempo e riuscire a superare il più velocemente questa brutta situazione. Nel ricordare a tutti l’importanza di rispettare le disposizioni abbiamo deciso di proporvi una lista per aiutarvi a scegliere una nuova opera televisiva da guardare in questo periodo di quarantena. Buona visione!

Massimiliano Meucci consiglia: 

Lost

Un’isola deserta e piena di misteri è probabilmente quello che ci vuole per distogliere l’attenzione da una reclusione forzata dentro casa. Partorita dalla mente di J.J. Abrams (Star Wars: L’ascesa di Skywalker, Into Darkness – Star Trek) e Damon Lindelof (Watchmen, Tomorrowland – Il mondo di domani), Lost è uno di quei prodotti televisivi talmente tanto rivoluzionari e impattanti, da riuscire a cambiare notevolmente il panorama del piccolo schermo. Una trasformazione che al giorno d’oggi è piuttosto evidente, e che ha elevato realizzazioni seriali a vere opere d’arte, usando spesso il linguaggio cinematografico come mezzo espressivo e come componente imprescindibile del pacchetto. Come con Twin Peaks che vedremo successivamente, tutto è cominciato da qui: una scrittura puntuale e dettagliata dei vari personaggi che compongono un affresco narrativo complesso e stratificato, un doppio percorso orizzontale e verticale che compone ogni episodio ed infine, una storia monumentale che fa un uso spropositato di flashback e digressioni, che rendono la trama criptica e misteriosa, e che obbliga lo spettatore ad unire ogni pezzo del puzzle, per andare a costruire un mosaico davvero ben congegnato. Finalmente, con tutto il tempo che avrete a disposizione e con una buona dose di pazienza e ingegno, vi avvicinerete passo dopo passo alle grandi verità e segreti che sono celati dietro la realizzazione e vi renderete conto che tutti gli ingredienti sono al posto giusto, pronti per fornire le basi alla generazione successiva di show seriali. Non avete più scuse, quindi: allacciate le cinture e state pacati, l’aereo sta per decollare, ma fate attenzione alle turbolenze durante il percorso.

Stagioni: 6 con 130 puntate totali e 13 mini-episodi

Durata ad episodio: 42 minuti circa

Lost

Black Mirror

Il mondo attuale e tutto quello che ci circonda, di questi tempi, ci sta piuttosto stretto, perché quindi non guardare al futuro? Magari non indirizzandoci verso un avvenire roseo e ottimista, sarebbe troppo semplice, ma addentrandoci in una realtà cupa e opprimente, ma verosimile? Questo è più o meno l’incipit che sta alla base di Black Mirror, opera antologica di Charlie Brooker (Dead Set, Weekly Wipe) andata originariamente in onda su Channel 4 e Sky Cinema per poi passare, dalla terza stagione in poi, su Netflix. Ogni puntata che vedrete sarà diversa e non avrà collegamenti diretti con le altre, salvo un fil rouge ben preciso: una visione pessimista e negativa della tecnologia. Vi starete chiedendo: perché guardare tutto questo, quando fuori infuria il caos? Spesso la presa di coscienza ha un valore inestimabile nei cuori della gente e una rappresentazione così straordinariamente attuale e vicina a noi del futuro può solo che farci bene, sia per esorcizzare il male che per combattere al meglio nel nostro presente, per perseguire l’umanità, per stringere relazioni. Aspettatevi quindi le più svariate situazioni: cittadini controllati in maniera morbosa, il declino dei social media, il valore delle persone ai tempi del web. Non andiamo oltre per non rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che tutto ciò che vedrete, nel bene o nel male, vi colpirà e lascerà in voi un marchio indelebile nella vostra coscienza. Siete avvisati quindi: pochi finali sdolcinati e tanta tanta malinconia, ma d’altronde, forse uno scossone mentale è proprio quello che ci serve per cambiare del tutto, no?

Stagioni: 5 con 21 puntate totali + 1 episodio speciale e un film televisivo

Durata ad episodio: tra i 41 minuti e gli 89

Black Mirror

Friends

È arrivato il momento di un po’ di spensieratezza e di ilarità e cosa c’è di meglio di una delle più classiche sitcom di tutti i tempi? Stiamo parlando ovviamente di Friends, creatura di Marta Kauffman (The Powers That Be, Grace and Frankie) e David Crane (The Class – Amici per sempre, Episodes) che è diventata una vera e propria pietra miliare della commedia sul piccolo schermo e che è disponibile nella sua interezza su Netflix. Per ben 10 anni, le vicende di Rachel Green (Jennifer Aniston), Monica Geller (Courteney Cox), Phoebe Buffay (Lisa Kudrow), Joey Tribbiani (Matt LeBlanc), Chandler Bing (Matthew Perry) e Ross Geller (David Lawrence Schwimmer) hanno tenuto incollati alla televisione milioni di spettatori, che non solo hanno riso di gusto per le loro peripezie, ma hanno vissuto sulla loro pelle ogni loro gesto, vittoria e sconfitta, immedesimandosi in questi personaggi. D’altronde, chi non ha mai fatto parte di un combriccola più o meno eterogenea di amici? Tutti bene o male abbiamo vissuto in compagnia gioie, dolori, amore e sentimento, e come nel caso del gruppo televisivo, ci siamo trovati in situazioni più o meno assurde. La forza sta tutta lì, nella commedia intelligente che strappa risate ma che fa ragionare, nelle trascinanti note della sigla della serie, I’ll be there for you, eseguita dai Rembrandts e, ovviamente, nella forza del cast dei protagonisti, che senza di loro non sarebbe funzionato nulla. In un momento così difficile di chiusura dalle relazioni, Friends è proprio quello che ci vuole per respirare un po’ di sana libertà e divertimento, rimanendo comodamente seduti sul divano di casa propria.

Stagioni: 10 con 236 puntate totali

Durata ad episodio: 22 minuti circa

Friends

Supernatural

L’umanità senza il mito, il folklore e il valore dei racconti sarebbe forse perduta, incastrata nella superficialità e nella banalità, in un’esistenza priva di quel guizzo creativo che rende la parola scritta così potente e affascinante allo stesso tempo. Supernatural, show fantasy e paranormale ideato da Eric Kripke (The Boys, Il mistero della casa del tempo) fin dall’oramai lontano 2005, reinventa il mondo delle favole, del soprannaturale e delle leggende, portando su schermo le avventure di Dean (Jensen Ackles) e Sam Winchester (Jared Padalecki), due cacciatori dell’incubo, in una combinazione uscita dalle migliori narrazioni di Hellblazer, Dylan Dog e X Files. Il lungo viaggio che compiono i due, rigorosamente a bordo di un’iconica Chevrolet Impala del 1967 e con in sottofondo i migliori pezzi che la storia del rock ha mai concepito, li porta a combattere i più antichi e arcani orrori dell’universo letterario, cinematografico e mitologico, dai più classici vampiri e fantasmi, fino ad arrivare a potenti demoni ed entità come il Diavolo stesso. Una formula ben congegnata che si ripete per molte puntate, ma che riesce sempre a funzionare più o meno brillantemente grazie all’alchimia dei due protagonisti e agli alti bassi del loro travagliato rapporto con loro stessi e con ambigui, ma potenti alleati che si susseguono nel corso del tempo. Una realizzazione quindi che accantona il più spesso delle volte la filosofia e l’astrattismo, per introdurci, senza troppi giri di parole, in un universo davvero gigantesco, costituito da un bestiario davvero notevole e in una storia affascinante, che sa regalare molte sorprese, soprattutto quando tira in ballo nomi noti del fantasy, dell’horror e della religione. In un periodo di quarantena, non c’e niente di meglio che godersi le prime 13 stagioni della serie su Amazon Prime Video e cacciare armati di un fucile carico di sale e con un breviario con formule ed esorcismi. Diavoli e creature, state all’erta!

Stagioni: 15 con 327 puntate

Durata ad episodio: 41 minuti circa

Supernatural

Dr. House

In piena emergenza Coronavirus vedere una serie televisiva ambientata in un ospedale americano all’apparenza non sembra allietare la nostra convalescenza, ma con Dr. House vi ricederete senza problemi. L’opera vede al centro della storia un eccentrico, ma geniale medico, Gregory House, che nel corso dei vari episodi, grazie anche all’aiuto della sua squadra, riesce nel difficile intento di curare patologie incredibilmente ostiche. L’opera in questione, creata da David Shore (Law & Order – I due volti della giustizia, Battle Creek), ha una particolarità: non ci mostra solo con estrema perizia il mondo medico e scientifico, ma affronta tematiche legate alla religione, alla filosofia e all’etica con estrema lucidità e chiarezza, non risultando mai banale, ma anzi, fornendo interessanti spunti di riflessione. L’ambiente ospedaliero, inoltre, è un ottimo pretesto per concentrarsi sul protagonista e sui vari personaggi e comprimari che ruotano intorno a lui: in questo vi è un ottimo bilanciamento, sia all’interno dei vari episodi che nelle stagioni vere e proprie, tra le parti di indagine e risoluzione della malattia e lo sviluppo  vero e proprio (a livello narrativo) del team medico che interviene in prima linea. È doveroso parlare anche della complessa e sapiente scrittura di House stesso, una figura tutt’altro che semplice da analizzare, in quanto è piena di sfaccettature, vizi e follie e della relazione con i suoi colleghi, in particolare con l’amico e primario di oncologia, James Wilson, con il quale condivide un rapporto travagliato e intenso. Il merito del successo di un personaggio così ben realizzato non va però solo agli sceneggiatori ma anche allo strabiliante Hugh Laurie, che grazie alla sua interpretazione, ha dato anima e corpo per l’ideazione di una vera e propria icona televisiva, forse tra le più memorabili del piccolo schermo, supportato (ed è il caso di dirlo) da un cast d’eccezione, Robert Sean Leonard su tutti. Avete in mano tutti gli elementi per decidere se aprire Amazon Prime Video e avventurarvi nella visione di tutta la serie, che ha tutte le carte in regola per essere uno dei prodotti televisivi maggiormente coinvolgenti degli ultimi anni.

Stagioni: 8 con 177 puntate

Durata ad episodio: 45 minuti circa

Dr. House

Elisa Farina consiglia: 

Parks and Recreation

Ideata da Michael Schur (The Office, The Good Place, Brooklyn Nine-Nine) e Greg Daniels (The Office, King of the Hill) Parks and Recreation è probabilmente una delle migliori serie comedy mai realizzate. Girata nello stile del falso documentario racconta del particolare gruppo di persone che lavora al dipartimento per la manutenzione dei parchi pubblici di Pawnee, una piccola cittadina in Indiana. Sebbene Pawnee sia un luogo immaginario scoprirete presto che è più reale del reale, gli stereotipi e le idee più assurde sull’America profonda vengono portati all’esasperazione creando situazioni e personaggi estremi e assurdi ma che, in un modo e nell’altro ci sono familiari. La forza assoluta di Parks e Recreation però sta nei personaggi, ognuno avrà una personale crescita nel corso delle sette stagioni ed arriveranno alla fine ad essere come una seconda famiglia per lo spettatore. La protagonista della serie è Leslie Knope ( Amy Pohler) il cui carattere estroverso e positivo andrà spesso in contrasto con quello del resto del gruppo tra cui l’eccentrico Tom Haverford (Aziz Ansari), l’apatica April Ludgate (Aubrey Plaza) e il capo del dipartimento, l’accigliato Ron Swanson ( Nick Offerman). Un giorno, nel forum cittadino, Anne Perkins (Rashida Jones), un’infermiera locale, si lamenta della presenza di un’enorme buca nei pressi della sua casa, in cui il suo fidanzato Andy Dwyer (Chris Pratt)è caduto, rompendosi entrambe le gambe. Sarà proprio da questo che l’avventura e la scalata politica di Leslie e del dipartimento avrà inizio.
Se avete bisogno di divertirvi e pensare ad altro questa è la serie giusta per voi, e tra una risata e l’altra sicuramente i protagonisti riusciranno ad entrare nel vostro cuore.

Stagioni: 7 con 125 episodi in totale

Durata ad episodio: 22 min

Parks and Recreation

Breaking Bad

Se non avete ancora visto quella che viene considerata da molti la migliore serie TV di tutti i tempi ora avete l’occasione giusta per recuperarla.  Creata da Vince Gilligan, Breaking Bad parla di Walter White (Bryan Cranston), un comune professore di chimica la cui vita cambia per sempre quando gli viene diagnosticato un cancro ai polmoni. Il casuale incontro con Jesse Pinkman (Aaron Paul), un suo ex- studente diventato uno spacciatore locale gli farà capire come sfruttare al meglio il tempo rimasto. Grazie alle sue conoscenze dal punto di vista chimico, infatti, decide di cucinare l’ormai iconica metanfetamina blu, di qualità molto superiore rispetto a quella della concorrenza. Da questo momento in poi sfrutterà le sue capacità per farsi, a mano a mano strada nel mercato della droga. Vi troverete davanti cinque intense e accattivanti stagioni con personaggi memorabili come Gus Fring (Giancarlo Esposito), Saul Goodman (Bob Odenkirk, anche protagonista dello Spin-off di Breaking Bad “Better Call Soul”) o Hank Schrader (Dean Norris). Ma il personaggio più interessante è senza dubbio quello di Walter White, uno dei protagonisti più affascinanti, complessi e meglio sviluppati della storia del piccolo schermo la cui evoluzione di puntata in puntata vale praticamente da sola la visione. E’ disponibile integralmente su Netflix, insieme allo spin off “Better Call Soul” e al film sequel “El Camino- Il film di Breaking Bad”.
Breaking Bad è una serie che coinvolge lo spettatore e non lo molla più, accompagnandolo sempre più a fondo in questo mondo “surreale” e “malvagio” dove avrà modo di seguire le gesta di uno degli (anti)eroi meglio scritti e caratterizzati della storia delle serie TV.

Stagioni: 5 con 62 episodi in totale (+ una serie spin off “Better Call Soul” e un film sequel “El Camino”)

Durata ad episodio: 43-50 min

Breaking Bad

Scrubs – Medici ai primi ferri

Anche se generalmente le serie “medical” o “medical-drama” non sono propriamente adatte per poter divertirsi o svagarsi, Scrubs – Medici ai Primi Ferri è un’eccezione. Seguiremo le vicende dei medici e dei tirocinanti dell’Ospedale Sacro Cuore, e conosceremo l’intero universo che si viene a creare grazie ad i vari “abitanti” dell’ospedale stesso. Creata da Bill Lawrence (Spin City, Clone High), Scrubs ha l’invidiabile caratteristica di riuscire a mantenere i canoni generali e la struttura dei medical-drama pur essendo di base una commedia geniale e atipica, con battute sfrontate e demenziali. Anche in questo caso si parla di personaggi iconici, come il tirocinante John “J.D.” Dorian (Zach Braff), il suo migliore amico Christopher Turk (Donald Faison), del mentore per eccellenza Perry Cox (John C. McGinley), del malvagio Bob Kelso (Ken Jenkins) e del misterioso Inserviente (Neil Flynn).
Scrubs è una serie che fa ridere e piangere in ugual misura, alternando momenti di divertimento grazie ai personaggi e alle situazioni esilaranti ad altri di commozione e riflessione mostrando in modo realistico ciò che può accadere in campo medico. Questo equilibrio tra commedia e tragedia è una costante per tutte e nove le stagioni e ha sicuramente contribuito a renderla una delle serie comiche più apprezzate e amate dal pubblico. Sebbene la nona e ultima stagione sia meno riuscita e chiaramente sottotono rispetto al resto della serie (è praticamente uno spin-off sotto mentite spoglie), Scrubs è sicuramente un must con cui divertirsi e riflettere e che può farci compagnia in questo brutto periodo. Tutte e nove le stagioni sono disponibili su Amazon Prime Video.

Stagioni: 9 con 182 puntate in totale

Durata ad episodio: 20 min

Scrubs

Avatar – La leggenda di Aang

Dopo averci abituato ad una pessima contaminazione di stili, l’America tenta finalmente di sfornare un prodotto d’animazione curato, offrendo uno stile anime dal tratto più occidentale. Nasce così da Michael Dante DiMartino (Atomic Love) e Bryan Konietzko ( Invader Zim), un prodotto unico nel suo genere che, nonostante di marchio chiaramente occidentale, risulta essere piacevolmente ispirato dalla cultura orientale, colmo di tradizione, spiritualità e antica saggezza. Avatar è tutto quello che una serie animata moderna dovrebbero essere, un’opera genuina che punta sul carisma dei suoi personaggi e sulla forza dei loro sentimenti per conquistare lo spettatore. La storia di base è estremamente semplice, ma è proprio la straordinaria caratterizzazione dei personaggi, un tipo di narrativa tipicamente giapponese ( in particolare per l’età dei protagonisti, tutti adolescenti) e il saper riuscire a comunicare molti valori delle filosofie orientali a renderla una serie d’animazione fuori dal comune che deve essere vista assolutamente, anche se a primo impatto può sembrare adatta solo ad un target abbastanza basso. Ha avuto infatti un grandissimo successo anche oltre il suo target di riferimento per il modo estremamente maturo, naturale ed emotivo di affrontare tematiche dalle più alle meno serie e importanti, presentandoci un gruppo di personaggi complessi e ricchi di sfaccettature.  Se avete voglia di recuperare questa piccola perla dell’animazione la trovate su Netflix ed è arrivato il momento giusto, sperando che la spensieratezza di Aang possa accompagnarvi e farvi compagnia in momenti come questo.

Stagioni: 3 con 61 puntate in totale

Durata ad episodio: 23 min

Avatar - La leggenda di Aang

I segreti di Twin Peaks

Partorita dal genio creativo di David Lynch (The Elephant Man, Velluto Blu, Mulholland Drive) I Segreti di Twin Peaks è un cult, che ha cambiato per sempre la storia della televisione e ha iniziato la nuova era delle Serie TV.  Lost, Fargo, X-Files, True Detective, e Fringe sono solo alcune tra le tantissime opere successive e conosciute ad essere state influenzate del capolavoro di Lynch, rendendola a distanza di decenni la serie più influente nella storia della fiction televisiva. L’apparente tranquillità dell’idilliaca cittadina di Twin Peaks viene turbata dal ritrovamento del cadavere della giovane Laura Palmer (Sharyl Lee), qui faremo la conoscenza del Detective Dale Cooper (Kyle MacLachlan) e degli altri strani personaggi che abitano la cittadina. Già dai primi cinque minuti del primo episodio ci troveremo di fronte ad un interrogativo che ci spingerà a guardare subito le altre puntate: Chi ha ucciso Laura Palmer? “È’ come se fossi immersa in un sogno bellissimo e allo stesso tempo in un terribile incubo” è una delle frasi più famose di Twin Peaks e riassume perfettamente lo spirito della serie. Inquadrarla in un solo genere è praticamente impossibile perché ci troviamo di fronte ad un vero e proprio mosaico, si passa dal thriller al paranormale in qualche minuto, per poi cambiare ancora in una commedia o in una soap opera. L’insieme di tutti questi ingredienti lo rende uno show televisivo grandioso e immortale, che ancora oggi continua a fare la storia della televisione e che tutti dovrebbero vedere e vivere almeno una volta nella vita.

Stagioni: 3 con 48 episodi in totale (+ un film prequel “Fuoco Cammina con me”)

Durata ad episodio: Dai 47 ai 94 min

Twin Peaks

El Camino

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